In direzione ostinata e contraria

Ieri si è celebrato in tutta Italia il decimo anniversario dalla morte di Fabrizio de André, indimenticabile cantautore genovese ed autore di alcune fra le più belle Poesie scritte in lingua italiana.
Ho conosciuto De André da bambino grazie a mia madre ed alla sua straripante conoscenza delle storie che stanno dietro a testi allora davvero rivoluzionari, come ad esempio quelli contenuti in La Buona Novella (nella mia memoria: una cassetta consunta, con la copertina in bianco e nero. Pura archeologia musicale.), interamente basata sui vangeli apocrifi.
Già, ma De André, all’epoca, mica mi piaceva! D’altro canto, testi ermetici ed arrangiamenti spartani non sono il miglior modo per conquistarsi i favori di un ragazzino: quanto mi sarei poi pentito negli anni seguenti di aver regalato a mia madre i biglietti per un concerto allo Smeraldo di Milano senza accompagnarla!
Ho tuttavia avuto modo di approfondire la conoscenza dei lavori di Fabrizio negli anni a seguire, ed ora conosco ogni singola sfumatura di capolavori come Creuza de Mä (dove è riuscito a conferire musicalità prima impensabili al dialetto genovese), Via del Campo, Rimini, la canzone di Marinella (che brividi il duetto con Mina!), Andrea, Il pescatore nell’arrangiamento con la PFM, Coda di lupo…
E ancora: Il Testamento di Tito, Amico fragile, La cattiva strada, Il bombarolo, Geordie, Hotel Supramonte (scritto dopo esser stato sequestrato per quattro lunghissimi mesi dall’anonima sarda), La canzone dell’amore perduto, Fiume Sand Creek. Potrei non fermarmi più!
Fortunatamente, il genio di De André continua ad essere celebrato come merita (anche se alcune trasmissioni hanno accentuato aspetti melodrammatici che dubito Fabrizio avrebbe apprezzato). La community di Answers ha ricordato l’anniversario con moltissime domande come:
- Fabrizio de André, dieci anni dalla morte, non ce ne sarà un altro. Qual è la sua canzone che preferite? De André sarà per sempre impareggiabile, ogni sua canzone è un giorno una poesia, un ammonimento, un dipinto. Inviata da: Dr.ElliottReid Riattivata.
- Quanto vi manca Fabrizio De André? C’è un aspetto (musicale, politico, emozionale, etc..) di questo straordinario poeta che vi manca in modo particolare? Inviata da: Lord Palaz.
- In base a cosa definite un Genio Musicale? Inviata da: Io.
Rispondi anche tu alle domande e lascia un commento sul blog con i tuoi ricordi legati a chi, in direzione ostinata e contraria, ha lasciato un segno indelebile nella musica italiana.
Federico





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sale la nebbia dai prati bianchi……..
finalmente ieri sera è stat ricordata la canzone per me più bella, si chiama inverno. è triste, ma anche molto calda e reale come l’inverno…….
mi ricorda i miei 20 anni
liala
Credo che sia una vergogna parlare e dedicare tutto questo tempo ad un autore di canzonette quando vi sono personaggi che hanno dato e danno la loro vita ogni giorno per proteggerci e vengono regolarmente dimenticati il giornodopo..
Prima di ieri sera ,serata di brividi e intense commozioni, ho cominciato tanti anni or sono a imparare a suonare la chitarra proprio grazie alle tue meravigliose strofe e melodiose poesie.Grazie Fabrizio per il grande insegnamento che hai lasciato in tutti noi vecchie generazioni sessantottine ; il rispetto e il senso dei valori della vita e della sua umanità abbracciante, l’amore per il giusto e il disprezzo per l’arroganza,la delicata attenzione del tempi passati ,il bisogno dell’ascolto silenzioso che passa attraverso le tue meravigliose musiche che non potremo mai,mai dimenticare.Con stima e affetto per sempre per essere esistito nel mio secolo.
Maurizio
Jordie è sempre stato il mio cavallo di battaglia… mentre lui… beh… lui è stato speciale. è sempre stato e sarà ancora per sempre il mio mito.
ma le sue canzoni sono tutte un dono per me.
mi rincuorano di una malinconia piacevole… bellissima. mi fanno sentire a casa.
era il 1964, facevo il 4° anno di scientifico al Cassini (GENOVA) stavo entrando a casa di un amico con cui studiavo e dalla radio accesa sentii una stana canzone, già cominciata che diceva “…ed imbracciata l’artiglieria non ti ricambia la cortesia”, non riuscii a capire chi fosse il cantante, il mio amico non si interessava di musica, impiegai qualche mese a venirne a capo poi con 750 lire comperai il 45 de “La guerra di Piero” ;è cominciato così, poi nel 65 il primo 33, “Tutto Fabrizio” ,il de André non c’era ancora, con lo stupore che fosse genovese, come me, uno stupore un po’ limitato però dal fatto che anche Tenco, Bindi, Paoli ,Lauzi, Michele fossero anche loro genovesi.
E da allora non è mai finita, i 33 giri, uno dopo l’altro passati in cassetta per sentirli sul piccolo Philips sulla ’500 che accompagnava le mie scorribande alla scoperta del mondo in; il mondo cambiava, prima sembrava in meglio (il ’68) poi in peggio, gli anni ’70 me lui sempre a tenere compagnia a me e alla mia ragazza, poi mia moglie, e ai mie figli.
Sono cresciuto, dopo il liceo l’Università, ingeneria, ma la colonna sonora era sempre lui, gli altri passavano, lui no.
Ho abbandonato Genova da 36 anni inseguendo il lavoro e la carriera e mi sono insabbiato più o meno a Milano, ma grazie a Fabrizio posso ancora immaginare dando la schiena alla finestra che al di la del muro ci siano i moli i caruggi e sopratutto la gente della mia città e che i valori del mondo siano ancora quelli che ispirarono anni lontani.
Ora non sono più cassette, ma mp3, ma in macchina la colonna sonora è sempre lui ed ora che i figli sono grandi e in macchina sono normalmente solo con mia moglie ci sorprendiamo a cantare insieme a lui come facevamo più di quarantanni or sono e ci sembra che il mondo sia qualcosa di bello e che il futuro non sia dietro le spalle ma ancora li davanti che ci aspetta
In fondo è il magnifico inganno di un’anima grande.
Ciao Fabrizio, mi manchi
Enrico
E’ stato unico.
il x grande di tutti ciao fabrizio
.. mi sono avvicinata al modno della musica di De Andrè da poco più di un anno …
Sebbene sia un’appasionata della canzone d’autore italiana …. non so perchè .. non mi ero mai soffermata più di tanto su questo grandissimo cantautore!!
Ma ho rimediato … e ringrazio di aver conosciuto la sua poesia, che scava nell’animo umano, che riesce ad essere di una dolcezza estrema.
Non si può ascoltare De Andrè e basta … bisogna sentirlo con il cuore …solo allora i suoi versi diventeranno magia!
Ero una bambina quando conobbi per la prima volta Fabrizio de Andrè.
a mio padre piaceva moltissimo, ragion per cui, me lo faceva ascoltare quasi sempre…
sentendolo all’inizio pensai subito che fosse un poeta, la sua musica, era come una dolce ninna nanna per me, la sua voce, le sue canzoni, erano pura poesia.
cominciai ad ascoltarlo sempre di più, man mano che crescevo,
De Andrè mi ricorda i momenti più belli della mia vita,mi ricorda il mio primo amore, i pomeriggi passati a leggere. posso definire le canzoni di Fabrizio come la “colonna sonora” della mia vita…
e tuttora, adesso a 17 anni, le sue canzoni riescono a farmi commuovere a farmi riflettere, cosa che poche canzoni sanno fare.
Credo che soprattutto in questo momento, così difficile per la società, avremmo bisogno di de Andrè…
mi piacerebbe molto che lui fosse ancora qui tra noi, con le sue canzoni, con le sue riflessioni.
purtroppo però lui non è qui…e noi non possiamo fare altro che ringraziarlo per ciò che ci ha dato….
Grazie, grazie per ogni ricordo bello a cui le tue canzoni hanno fatto da sfondo, grazie per la bellissima Bocca di Rosa, che mi ricorda la parte più bella della mia vita…
grazie mille… ci manchi!!!
Anche io avrei voluto conoscere Fabrizio. Hai avuto una grande occasione. Peccato che tu l’abbia sprecata. Ho pianto a ogni canzone e non nego che mi sono innamorata di lui: non è fanatismo, ve lo assicuro, perchè non vado urlando facendo moine. Per me è come una droga… difficile staccarmi dalla sua voce calda e vellutata.
“io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati” Grande Fabrizio.